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Astro robot contatto Y: download sigla / suoneria mp3

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Genere: Robot

Recensione Astro robot contatto Y

Blocker Gundam IV Machine Blaster
[Nippon Animation 1976] Buoni: Yshida, Ylli, Yinta, Yanosh, il dottor Yuri, la sua assistente Yuka, Picot Robot, Hojo, dottor Padre di Uka, studioso della storia del popolo Moguru
Nemici: Sandra (Hellqueen) la regina degli Atlantidi, popolo successore dei Moguru, Zanga e Goroski i consiglieri, il prof. Kaino, il dr. Zugan e sua figlia Sara
Robot. La Terra è invasa dagli Atlantidi, discendenti dell’antico popolo dei Moguru, risvegliatisi dopo un sonno millenario. Il dottor Hojo, studioso di storia Moguru, viene ucciso insieme alla moglie da sicari dell’antico popolo, prima che porti a termine preziose ricerche ma riesce comunque ad affidare i suoi progetti al dottor Yuri, capo dell’Organizzazione per la Difesa del Mondo. Il dottor Hojo ha progettato quattro straordinari robot che però possono essere pilotati solo da persone dotate di un potere speciale.

Il dottor Yuri, per realizzare il progetto di Hojo, ordina di rapire alcuni ragazzi dotati del suddetto potere: Ylly, Yanosh e Yinta tutti dotati dell’Organo Ypsilon, il magico fluido che permette loro di controllare i tre robot giganti. Il quarto ragazzo arruolato è Yshida, l’assistente del dottor Yuri, che possiede anch’egli l’Organo Y. Il giovane diventa il leader degli Astrorobot e controlla il quarto robot. Gli Astrorobot devono combattere Hellqueen, la malefica regina degli atlantidi coadiuvata dai perfidi e servizievoli consiglieri Zanga e Goroski. La regina muore nel corso della serie e viene rimpiazzata dalla sorella Sandra che guiderà i Moguru con altrettanto fervore. Yshida: Grassoccio ed incazzato, dalla tuta color verde scuro (NB: le tute erano uguali per tutti, cambiava solo il colore), pilota il “Terremoto Stellare”, giallo e dalle imponenti corna tipiche dei robot nipponici. In una puntata la madre (già in ospedale per un malore grave) viene uccisa sotto i suoi occhi dai Moguru.

Impazzito di rabbia compie una strage. Essendo il capo del gruppo, ha un carattere molto altezzoso e severo, ma è anche un abilissimo pilota. Armi del robot: doppie asce rotanti (le prendeva dai fianchi) missili a raffica (uscivano due a due dalla “fibbia”, dov’era inciso il numero del robot), catena spaziale (dalle braccia). Ylly: Un ricciolone biondo dagli occhi verdi e dalla tuta color verde chiaro, pilota lo “Sfondamento Galattico”, il robot verde dalla faccia tozzerella. Armi principali: mitragliera cosmica, lama a catena. Yinta Yami: il classico bambinetto (tuta color blu). Lui e Yanosh si sono conosciuti al riformatorio, perché erano entrambi dei senzatetto, e per questo Yinta lo considera con grande stima ed affetto il suo migliore amico, quasi un fratello maggiore. Naturalmente Yanosh ne è lusingato e lo apprezza, ma non lo dà assolutamente a vedere. Il robot è il “Turbine Solare”, che è rosso e nero, ha un naso lungo e la bocca “a sbarre” tipo Mazinga. Quando l’astronave di Yinta si aggancia, le ali della stessa si alzano diventando le corna del robot. Yanosh: Pur non essendo il capo, è il figaccione protagonista del gruppo (tuta di colore rosso, scontrosissimo). Pilota il n.4, che ha una specie di elmo sulla testa ed è chiamato “Tempesta Spaziale”. Altre caratteristiche del robot sono due cerchi forati ai lati delle spalle che ruotando sparano raffiche di missili (e si chiama ‘Katiusha Termoionica’!!! Ma che nomi!). Altre armi potentissimi sono la doppia catena e la mazza ferrata nucleare.

Yanosh è un mezzosangue, discendente da un umano e una donna di una sottocasta Moguru. In una puntata un ex-amico di Yanosh tenta di rubargli il robot, ma come al solito muore contro i Moguru (che tra l’altro erano cattivissimi). Yanosh lo vendica ed afferma che T.S. non è più suo, ma di tutti coloro che lottano contro i malvagi (classica scena di lui ai piedi del robot, con tramonto sul mare e la tromba che suona un motivo triste e malinconico a fine puntata). Alcuni mostri sono Kaibut, Gardos. Il finale: Con l’aiuto di un satellite artificiale, alla base Astro si è scoperto il luogo da cui partono le incursioni Moguru così, stanchi della guerra, i nostri propongono al nemico una pace onorevole, assegnandogli una zona desertica per vivere. Ma nel covo Moguru non si pensa affatto alla pace: Sandra sta riorganizzando le sue forze in vista di un futuro decisivo attacco. E, col sorriso sulle labbra, annuncia: «Il radar ha sorpreso una flotta nemica in avvicinamento!». Alla notizia Goroski e Zanga si abbracciano atterriti. Ma Sandra ha le idee chiare e, chiamato il mostruoso guardiano Golaius, si fa accompagnare da questi nella sala degli antenati, dove è conservata una serie di apparecchiature tecnicamente prodigiose. Usando quegli apparecchi, i Moguru saranno invincibili (così almeno crede Sandra!).
Golaius suona il gong per radunare l’esercito nella sala delle udienze. «Una grande flotta si sta avvicinando: – grida loro Sandra – voglio la vittoria o la morte!». Poi, messasi in contatto con la nave-madre Astro, rifiuta sdegnosamente le proposte del dottor Yuri: «Pace? Non dimentichi che noi vogliamo conquistare la Terra!». I dischi volanti Moguru attaccano. La flotta della base subisce molti danni ma l’intervento dell’astropattuglia riequilibra rapidamente la situazione. I sottomarini della flotta, intanto, hanno raggiunto il regno di Sandra e le prime truppe, sbaragliata la guardia, accerchiano la regina ed i suoi consiglieri.

Ma Golaius non intende abbandonare la sua regina e, fattosi largo tra i nemici, raggiunge Sandra e la solleva delicatamente fra le sue possenti braccia. E, quando gli avversari aprono il fuoco, Golaius offre il suo petto come scudo per la vita della sua sovrana, che esce indenne dalla fitta pioggia di proiettili. Ogni resistenza è ormai inutile, la salvezza va cercata nella fuga. Sandra, tallonata da Zanga e Goroski, corre attraverso quello che è stato il suo dominio ma, prima di fuggire, preme il pulsante che darà fuoco al suo regno e, mentre tutto è in fiamme, scompare insieme agli inseparabili consiglieri…
Nota: le quattro navette pilotate dai nostri eroi costituiscono le facce dei quattro robot: Terremoto Stellare, robot Alpha, pilotato da Yshida; Sfondamento Galattico, Beta, Ylly; Turbine Solare, Gamma, Yinta; Tempesta Spaziale, Delta, Yanosh, e vengono lanciate dalla base madre Astro. Funzionano grazie al potere Y, che però ha durata limitata: per questo motivo le missioni devono essere compiute in fretta. Lode ai nomi dei robot.
Nota: in una puntata strappano la maschera alla regina, scoprendo così che ha la faccia vuota! Le regine delle atlantidi sono due: la seconda che sostituirà la prima alla sua morte è Sandra. Yinta e Yanosh sono due orfani, e si sono conosciuti in un orfanotrofio; la seconda regina di Moguru è in realtà la sorella della prima; Yanosh è un mezzosangue, discendente da un umano e una donna di una sottocasta Moguru; in diverse occasioni i Moguru utilizzano una gigantesca astronave, chiamata ‘Tobogan Infernale’, per usarla sia come arma che come mezzo di trasporto per i loro mostri da combattimento; ci saranno due versioni di Tobogan Infernale.

Nota: l’arma finale dei robot era il contatto magnetico Y, tramite il quale i quattro si riunivano in cielo in un cerchio (ogni robot prendeva con le mani i piedi del successivo, ma funzionava anche mani-mani e piedi-piedi, oppure gomito-gomito, tipo ballo del qua-qua!!) e, girando a velocità supersonica, creavano una tempesta magnetica iperdistruttiva.
38 EP, RAI2, 1 Set 1980 ore 19.15
Gli Ypsylon: “Astrorobot contatto Y” [Luigi Albertelli – Vince Tempera, 1980], “Quattro supereroi” [Luigi Albertelli – Vince Tempera – Kobra, 1980]

Astro robot contatto Y TESTO SIGLA INIZIALE

Sono i moschettieri degli immensi cieli,
sono quattro amici dalla guerra uniti,
una sola legge sempre li protegge,
lotta per il bene tutti insieme vincerai
eroi, eroi, eroi, del cosmo i grandi eroi
che lottano per noi, per noi

Quando i moschettieri scattano leggeri
trema anche il nemico più potente e ardito
schermi e raggi laser non li san fermare,
megatroni e ioni non li colpiranno mai
eroi, eroi, eroi, del mondo i quattro eroi
che rischiano per noi, per noi

Eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)

Eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
guardali, guardali, Astro robot (Robot)
guardali, guardali, Astro robot (Robot)

No, non c’è forza nella galassia che possa fermare l’anima di Astro Robot
tutti per uno, e Astro robot per tutti
eccoli, eccoli, Astro robot, Robot

Eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)

Come i moschettieri limpidi e sinceri,
sprizzano scintille, mandano faville,
hanno un’ideale, condannare il male,
quattro nello spazio sono un unico robot
eroi, eroi, eroi, per noi super eroi,
si uniscono per noi, per noi

Eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)

Eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
guardali, guardali, Astro robot (Robot)
guardali, guardali, Astro robot (Robot)

No, non c’è forza nella galassia che possa fermare l’anima di Astro Robot
tutti per uno e Astro Robot per tutti
eccoli, eccoli, Astro Robot, Robot

Eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)
splendidi, splendidi, Astro robot (Robot)

Eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
eccoli, eccoli, Astrorobot (Robot)
guardali, guardali, Astro robot (Robot)
guardali, guardali, Astro robot (Robot)

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