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Blue Noah mare spaziale: download sigla / suoneria mp3

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Genere: Fantascienza

Recensione Blue Noah mare spaziale

Kei, figlia di Domond (comandante della Blue Noah), Makoto pilota dello Sheila (figlio del progettista della Blue Noah), l’equipaggio del dello Sheila: il comandante Shimizo (caduto in combattimento per salvare il sommergibile e l’equipaggio, verrà sostituito da Makoto), Hiroshi Izumi (pilota e grande amico di Makoto), Katsuiro Mioshi (energia e ordinanza), Mishiro Tomura (addetto al radar), Kenta (pilota di elicotteri), Katsuya (navigatore) e il cuoco napoletano Gennarino (no comment!);
i principali componenti della Blue Noah sono: Hiraga (pilota della nave), Idaka (capo della squadriglia di caccia), Nakahira (armiere, addetto alle attrezzature belliche), Matsukura (capo navigatore), Shimanuki (ingegnere costruttore), Ina (addetto al radar), Toda (capo sala macchine), Sayoko (cane di bordo), Kara e Cabila (una coppia di indigeni dell’isola di Kwajaleen), Domingo (un emissario della Base 9) e la dottoressa Faula Arnoux (scienziata esperta di biologia)

Nemici: i gothamiani, governati dal capo supremo Zeidel, dopo di lui, in scala gerarchica, vengono il generalissimo Eggler e il governatore Gulf, sul campo di battaglia sono schierati il generale Ussuri, il generale Ulghens e il suo braccio destro Zolghel
Fantascienza.

Nell’anno 2052 la Terra viene attaccata da un satellite gothamiano, che utilizzando un’arma gravitazionale provoca paurose modificazioni nella geografia del pianeta (l’Australia si salda all’Asia, le due americhe si dividono) e innumerevoli morti tra gli esseri umani. A questo attacco fa seguito un’invasione su vasta scala, con l’installazione di numerose e potentissime basi operative.

La Blue Noah, l’unica nave in grado di reagire, inizia la sua missione colpendo i gothamiani nel Pacifico; riceve poi l’ordine di recarsi alle isole Bermuda, presso la Base 9, per venire fornita di un motore antigravità che gli permette di volare. Il protagonista è Makoto, un ragazzo capitato a bordo della Blue Noah per caso (infatti, insieme ad alcuni suoi amici scopre una specie di grotta che poi non è altri che un condotto che porta al sottomarino, ancora nascosto sottoterra). Makoto è il figlio del progettista della Blue Noah, mentre Kei, la sua ragazza, è clamorosamente la figlia del comandante (Domond) dell’astronave. La strada non è facile, anche perché il comandante Domond non perde occasione per colpire le installazioni nemiche che scopre o incontra: un ascensore orbitale presso le isole Gilbert (che permetteva i rifornimenti dei gothamiani direttamente dal satellite), una base di rifornimenti in Australia, tutta una serie di satelliti-spia, la grande base al Polo Sud (il che costerà la vita del governatore Gulf, mentre di ritorno dal tentativo di attacco alla base del Polo Nord lo Sheila perde il comandante Shimizo) e la gigantesca diga che sostituiva il Canale di Panama (e in questo attacco muore anche Zolghel). Quest’ultimo attacco è dovuto al passaggio della Blue Noah dal Pacifico all’Atlantico per recarsi alle isole Bermuda; nell’ultimo scontro con una flotta gothamiana, muore anche il generale Ussuri. Il finale: arrivata finalmente alla Base 9, la Blue Noah viene sottoposta, insieme a 3 incrociatori, ai lavori che la trasformeranno in un’astronave.

Proprio mentre fervono i lavori, Ulghens si avvicina alla base col suo sottomarino e lo Sheila, unico mezzo in grado di operare, lo affronta. Makoto e i suoi riescono a distruggerlo grazie ad una manovra disperata di speronamento, ma questa vittoria costa loro la vita di Gennarino. Ormai pronta, la Blue Noah attacca e distrugge le ultime due basi nemiche ancora in attività: quella nel deserto del Sahara (e in questa azione, nell’abbattere una gigantesca astronave, morirà Domingo) e quella al Polo Nord (vendicando così la morte di Shimizo). Le quattro navi escono quindi nello spazio e distruggono la flotta gothamiana di scorta al satellite (l’incrociatore numero 2, comandato da Matsukura, si sacrifica per salvare la Blue Noah da una collisione mortale con un’astronave nemica danneggiata), colpendo poi il satellite stesso. Sul satellite, Ulghens e Eggler fanno un’agghiacciante scoperta:
tutti i gothamiani presenti sul satellite sono morti, a causa di un difetto di fabbricazione del sistema di ibernazione da parte di Zeidel. Eliminato il tiranno, Eggler decide di allontanarsi nello spazio coi pochi superstiti, mentre Ulghens affronta un’ultima volta la Blue Noah, sia per constatare che sia il combattente migliore, sia per coprire la ritirata della sua gente. Il duello è molto difficile, con le due navi che subiscono danni pesantissimi; alla fine Ulghens viene sconfitto, ma è una vittoria che costa cara ai terrestri, che vedono morire Domond. Le minacce però non sono ancora finite: il satellite gothamiano non riesce ad abbandonare il sistema solare a causa dei pesanti danni subiti, quindi torna verso la Terra, attirata dalla gravità del Sole. La rotta lo porterà a collidere con la Terra, e la Blue Noah è troppo lontana e danneggiata per poterlo impedire. Sarà Eggler, con un supremo sacrificio, a evitare la collisione, distruggendo però il satellite e tutti i suoi superstiti.
Nota: un po’ di dettagli tecnici: la Blue Noah era dotata fin dall’inizio della possibilità di trasformarsi in portaerei, aprendo il ponte principale e trasformandolo in due ponti di volo; disponeva inoltre di una serie impressionante di gadget bellici e di armi potentissime.

Un piccolo elenco dell’arsenale di cui poteva usufruire: l’arma principale era il cannone antiprotonico, in grado di annientare qualunque cosa su cui venisse usato, ma che prosciugava la nave di ogni energia per circa 10 minuti. Costituito da una specie di prisma situato a prua che al momento dell’uso si apre, punta l’obiettivo con dei raggi-trattori viola e dopo partiva un raggio enorme.
Venivano poi i missili Q, dalla potenza pari ad una testata nucleare; la difesa antiaerea era affidata ai cannoni Vulcan e ai Fonomesar (dei laser sonici e termici); la nave, come del resto la Sheila, disponeva dei classici dispositivi difensivi dei sommergibili (falsi bersagli, ingannatori sonar, mine, etc); nel corso della storia la nave si installerà anche una efficacissima blindatura anti-laser;
oltre alle armi la nave poteva contare sui Doron (esploratori robotici aerei), sui Biobot (robot esploratori composti in gran parte da materiale organico) e su tutta una serie di robot riparatori per ovviare ai danni subiti negli scontri.
La profondità massima raggiungibile dalla Blue Noah era di 2000 metri, mentre lo Sheila arriva ai 2500.

Nota: questa serie ricorda, in molte situazioni, ‘Starblazers’.

Comunque, Blue Noah non è una brutta copia di Starblazers perché in quanto a tematiche e situazioni, se ne discosta di molto, offrendo una storia fantascientifica “vecchio stile” molto piacevole.

24 EP su 27, RETEA, 1980
Superobots (finale) [F. Migliacci – Douglas Meakin – A. Tamborelli, 1980]

Blue Noah mare spaziale TESTO SIGLA INIZIALE

Titolo: Blue Noah mare spaziale

Va sottoterra nei mari profondi,
nei cieli immensi Blue Noah.
Come uno squalo silenziosamente,
ecco che arriva Blue Noah.
A bordo tutto ok e’ l’ora degli eroi!

Sono atterrati duecento milioni
di Gothamiani, Blue Noah.
Contro Makoto e Domond il saggio,
e l’equipaggio, Blue Noah.
A bordo tutto ok e’ l’ora degli eroi!

Sottoterra, in mare, in cielo, e l’inferno si scatenera’.
Sottoterra, in mare, in cielo, e l’inferno si scatenera’.

Stiamo viaggiando a tremila unita’,
Blue Noah e’ sempre con noi.
Contro Makoto non si vince mai,
Makoto non muore mai.

Sottoterra, in mare, in cielo, e l’inferno si scatenera’.
Sottoterra, in mare, in cielo, e l’inferno si scatenera’.
Sottoterra, in mare, in cielo, e l’inferno si scatenera’.

Blue Noah mare spaziale: download suoneria mp3

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